Letture e riletture


9.12.02
Segnalazione inviata da PersonalitàConfusa
Non posso trattenermi dal segnalare a qualche coraggioso Il libro nero di Orhan Pamuk, Frassinelli, 489 pagine, traduzione in italiano di Mario Biondi. Il personaggio principale è un rubrichista, uno che tutti i giorni deve scrivere qualcosa di divertente o interessante per la sua rubrica pubblicata da un quotidiano di Istanbul. Insomma una specie di blogger.
Ma il bello è che tutta la vicenda ruota attorno all'hurufismo, eresia islamica realmente esistita e sorta a partire dal XIV secolo, secondo la quale Dio si manifesta soltanto attraverso le lettere e la parola scritta. Quindi Dio è i libri, Dio è tutto ciò che è scritto (perciò anche i blog, aggiungo io).
Il nostro rubrichista scompare misteriosamente in una città enigmatica e indecifrabile come solo Istanbul sa essere.
Un giallo denso di riferimenti a letterature sconosciute o la versione moderna de Le Mille e una Notte? Le allusioni alla toponomastica di Istanbul potrebbero rappresentare l'unico problema del lettore, chi non c'è mai stato rischia di avere difficoltà e perdersi a sua volta. Casomai, compratevi una mappa.
PersonalitàConfusa




Contributo inviato da Massimiliano
Accade a volte che una persona amica ci consigli di leggere un certo libro, il quale però non corrisponde ai nostri gusti e ai nostri interessi letterari. Beh, un piccolo salto nel buio può riservare sorprese.
La mia professoressa di italiano al liceo aveva una tale fissazione per Gadda da citarlo nei suoi tentativi di battute umoristiche, e da azzardare paragoni con tutti i più grandi scrittori degli ultimi due secoli (quelli del programma ministeriale, insomma). La mia curiosità è cresciuta negli anni, fino a spingermi a leggere Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (Garzanti). Una rapina ed un omicidio nella Roma fascista attivano le indagini di Ciccio Ingravallo e della sua squadra, secondo lo schema del romanzo poliziesco - atipico, poiché non si giunge ad individuare un colpevole. L'ambiente medioborghese delle vittime viene indagato su due piani diversi: dai personaggi, per la risoluzione del caso; dall'autore, per scoprirne il lato oscuro sotto il velo della ricchezza. e quando l'attenzione di don Ciccio si sposta tra il popolo della periferia urbana e rurale, è il mondo contadino ad essere sotto l'obbiettivo morale di Gadda: ma non se ne trae un quadro edificante, la società appare corrotta in tutti i ceti. Un romanzo senza risposte, il cui intreccio si "sfalda" (espressione di Zu) nella seconda metà, e il cui aspetto più singolare è forse la lingua: Gadda sciacqua i suoi panni nel Tevere, cercando di attribuire ai personaggi un lessico realistico, e perciò fortemente romanesco: una difficoltà in più nella lettura.
Altro recente salto nel buio è La cerimonia del massaggio di Alan Bennett (Adelphi, traduzione di Giulia Arborio Mella e Marco Rossari). Non è stato difficile trovare il libriccino tutto fucsia consigliato da Ilenia di Parigi Cannes; non è stato neppure difficile leggerlo, tutto in due brevi fiati (poco meno di un centinaio di pagine). Un massaggiatore morto misteriosamente in una sperduta località del sudamerica viene commemorato a Londra da amici e clienti - il solito jet set - e la cerimonia si trasforma in una farsa: Quattro matrimoni e un funerale ne è un buon omologo, ma ahimè, a differenza del classico film, non sono riuscito a trovare nel libriccino tutto fucsia elementi di travolgente divertimento. La cerimonia del massaggio ha invece il pregio (non richiesto) di essere estremamente reale, ahinoi, nello svelare egoismo e ipocrisia, pur partendo da una situazione inconsueta che al contrario dovrebbe esaltare i buoni sentimenti. è inquietante persino l'ambiguità - non sessuale, ma di comportamento - del prete protagonista, tale da conformarlo ai celebranti e favorire in simpatia il suo petulante superiore, osservatore impietoso della vicenda. Però un libro fucsia mi mancava.
Chissà, probabilmente devo ricalibrare il mio umorismo... sono tarato sul classicissimo Tre Uomini in Barca di Jerome (tradotto da Alberto Tedeschi)... consigliato ;D
Massimiliano




2.12.02
Segnalazione inviata da Mariemarion
Poi mi vengono in mente i libri di Rudolph Steiner, filosofo dello Spiritualismo, veggente vero che gnìtanto se n'andava affà nviaggetto nell'aldilà per raccontarlo ai contemporanei senza svelare ch'era un veggente. Steiner supera razionalmente e scentificamente il problema della Morte raccontando verosimilmente il Kalakoma e la disconnessione tra i vari stadi del corpo (fisico, eterico, astrale) in un viaggio che trascina magicamente verso la teoria della reincarnazione che sotto i suoi occhi si fa scienza esatta. Come scienza esatta sono le Dimensioni Parallele all'interno delle quali si muove il nostro Spirito, Dimensioni la cui esistenza è scientificamente dimostrata, scusate s'è poco. non dall'ultimo paragnosta paraculo CavaSoldi ma dalla Fisica dei Quanti di Albert Einstein.
Un titoletto "gentile" tanto per cominciare il viaggio che affascina e non smette più di attrarre: Le manifestazioni del Karma, R. Steiner, Editrice Antroposofica, Milano.
Achtung! sconsigliato ai Materialisti d'accatto che vanno in giro a dire: na vorta che sei morto diventi terra pe ceci. Spero che sulle loro spoglie crescano presto ceci a tonnellate a sfamare i poveri del pianeta.
BeaMarieMarion




30.11.02
Segnalazioni inviate da Margherita
1) Paola Mastrocola, Palline di pane, forte. Voto: 7
2) Valerio Aiolli, A rotta di collo, mi ha conquistata. Voto: 7
3) Tiziano Sclavi, Le etichette delle camicie, per leggere e ridere. Voto: 6 +
4) Teresa Ciabatti, Adelmo, torna da me, una esodiente insultata da un famoso critico che le ha appioppato "il libro più brutto dell'anno"... È un libricino che a me è piaciuto... tanto che alla fine ci sono rimasta anche male... Voto: 6+




29.11.02
Ho parlato di Letture e riletture a chi mi legge su Verba manent, invitando alla partecipazione. Tra gli spunti proposti, la richiesta di esprimere una preferenza a bruciapelo ha ricevuto alcune risposte immediate. Eccole:

TulipanoGiallo
Ops non avevo ancora risposto a questa domanda? Ma Il giovane Holden naturalmente!

Mirella
Il mio autore preferito e più riletto? Jane Austen, naturalmente... Orgoglio e pregiudizio, Emma... che piacere, ogni volta!!!!

Sergio
De Carlo, Arcodamore. Se c'è una seconda opzione: Terzani, Un indovino mi disse.

Mariemarion
Che vuoi Zu, a legge i titoli qua vicino semplicemente me vergogno a nominà Germinale di Zola o La Madre di Gorkij. Oppuramente Una vita violenta di Pasolini, quei ragazzini della periferia romana che te devo fa', anch'io come lui ce l'ho nel cuore, anche se non va di moda. Ammé questi me vengono subito ntesta... ma evidentemente so' fuori catalogo... Un abbraccio.
Marie




25.11.02
Preferenza inviata da Alessandra T.
A me così a bruciapelo viene in mente A room with a view di Forster. L'ho prima letto in inglese per un esame di letteratura, poi ho visto il film di Merchant Ivory, poi l'ho letto in traduzione italiana (Camera con vista, a cura di Marcella Bonsanti), e ogni tanto me lo rileggo in inglese ed ogni volta lo trovo splendido.
Alessandra T.




22.11.02
Segnalazione inviata da PersonalitàConfusa
A proposito di libri nei libri vorrei ricordare La biblioteca di Babele descritta da Borges in Finzioni (traduzione di Franco Lucentini). La biblioteca di Babele ospita un numero immenso ma forse non infinito di libri. I libri registrano tutte le possibili combinazioni dei simboli ortografici (l'alfabeto, i segni di punteggiatura e lo spazio). Non può esserci una combinazione di caratteri (Abchjsk, kcdree.) che i libri della Biblioteca di Babele non contengano. Cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue esistenti e non esistenti, tutti i libri del mondo, quelli già scritti e quelli che non sono ancora stati scritti. E quelli che nessun umano scriverà mai.
Ci sarà anche un libro bianco (in questo caso la combinazione è lo spazio ripetuto per tutto il volume), il libro della A, e poi storie mai raccontate, vangeli immaginari, qualsiasi catalogo vero falso che sia. In alcuni libri ci saranno anche queste parole. E persino i testi di questo blog, e quelli di tutti i blog del mondo, in tutte le lingue, trascritti in fenicio, gaelico, etrusco.
PersonalitàConfusa




Risposta inviata da Alessandra
Salve! Sono capitata da queste parti, e con molto piacere visto che sono 'traduttrice-lettrice' interessata e ansiosa di entrare nel mondo della traduzione letteraria. In ogni caso, ho visto il quesito di Paola Mariani e non posso fare a meno di dirle: CONTINUA A LEGGERE. Non posso sapere perché questo libro ti sta annoiando. Io ricordo che all'inizio della lettura avevo l'impressione che stesse succedendo poco e la contemporanea sensazione che sarebbe successo molto. Espiazione mi ha riempito, per me è stato un libro dolce e realistico, intrigante in modo sottile. Aspettando il nuovo libro di McEwan (e sperando di poterlo tradurre un giorno!), vi auguro buona lettura e spero che Paola non rimarrà delusa se segue il mio consiglio.
Alessandra
Messaggio trasmesso da Paola Mariani
Ringrazio molto Alessandra per l'incoraggiamento. In fondo, è proprio per una vaga sensazione molto simile a quella che lei ha provato all'inizio che non ho ancora smesso di leggere.
Paola



19.11.02
Quesito inviato da Paola Mariani
Volevo chiederti una cosa: e come facciamo se stiamo leggendo un libro, non ci piace ma abbiamo paura di smettere e vorremmo sapere se vale la pena continuare? da qualche parte nel tuo bel sito, si può chiedere una cosa del genere? Nel caso specifico, sto parlando di Espiazione di Ian McEwan, che mi aveva folgorato con The Innocent (Lettera a Berlino nella traduzione in italiano di Susanna Basso), ma che mi sta annoiando a morte con quest'ultimo libro.
Paola

Ecco come facciamo: lo chiediamo a tutti coloro che dovessero capitare da queste parti.
Chi l'ha già letto e può rispondere?



Segnalazione inviata da Mariantonietta Sorrentino
Desidero mandarti una mia emozione sul libro che sto leggendo. Si tratta di Francesca e Nunziata della Orsini.
Mi dicono che ne hanno tratto una versione cinematografica con la Loren, ma io me la sono persa... forse è meglio così: queste "riduzioni" lasciano spesso insoddisfatti!
Il testo è appetibile anche per chi non conosce il dialetto partenopeo. La storia di una famiglia di pastai che si sposta dalla Costiera verso le falde del Vesuvio è narrata mirabilmente senza trascurare una vena di lirismo e qualche citazione dotta... Per esempio quando nel riportare una parola di gergo si lascia al lettore incantato anche una traccia del suo passato (vedi "crisammola" per indicare l'albicocca, dal greco antico "chrysòmelon"... io trovo queste suture fantastiche). È evidente la familiarità della autrice per luoghi e vicende, ma il tutto compreso in un ricamo dove il presente è spiegato attraverso un passato che si stende sottile sottile, quasi sussurrato ma insistente.
Mariantonietta Sorrentino




18.11.02
Segnalazione inviata da Cinzia Rafanelli
Stupenda la saga de I figli della terra in 5 volumi (per ora!!) di J.M.Auel. Ayla figlia della terra, La valle dei cavalli, Gli eletti di Mut, Le pianure del passaggio, Focolari di pietra. Una lettura fresca, avvincente, appassionata. Per chi ama la storia, e chi è curioso circa la preistoria, con spunti di riflessione sul nostro essere "umani" in relazione con l'ambiente e gli altri esseri "diversi" da noi.
Cinzia Rafanelli




Segnalazioni inviate da vocenarrante
Desidero segnalare due libri che in comune hanno la curiosità che il titolo dell'edizione italiana tradisce l'originale e il fatto che sono testi utilissimi se non addirittura illuminanti.
Una sedia per l'anima di Gary Zukav (traduzione di Lucia Corradini e Alessandra De Vizzi da The Seat of the Soul, ovvero "La sede dell'anima") parla di karma, di anime e di multisensorialità, invitandoci a procedere nell'evoluzione spirituale operando le nostre scelte con responsabilità e fiducia. Ciò permetterà di acquisire il potere personale autentico, quello dell'intuizione e della luce essenziale.
Messaggio per un'aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello (traduzione di Laura Cangemi da Awareness, ossia "Consapevolezza"), con uno stile divertente e quasi scanzonato, attingendo tanto alle diverse tradizioni spirituali quanto all'aneddotica umoristica, insiste sulla consapevolezza come unico modus vivendi affinché l'esistenza sia degna di essere vissuta.
Entrambe sono letture che possono contribuire a riattivare in noi le energie necessarie a rimuovere gli ostacoli che si frappongono tra routine e autenticità. E possono aiutarci nel percorso che mira ad acuire la percezione spirituale allo scopo di cominciare a essere felici qui e ora, irradiando luce, consapevolezza e amore.
voce




11.11.02
Può un autore invecchiare quando le sue opere mostrano la novità della fanciullezza, anzi la freschezza del nascituro, considerando che sembrano ancora oggi in anticipo sui tempi?
Evidentemente sì, dato che Kurt Vonnegut oggi compie 80 anni.

Tra la sua produzione, mi sento di consigliare ognuno dei pochi libri che ho letto finora (ma non ho intenzione di smettere): Slaughterhouse 5 (Mattatoio n. 5), Cat's cradle (Ghiaccio nove), God bless you Mr. Rosewater (Perle ai porci), Galapagos.
::-::-::-::-::-::-::-::-::
Del 1969 è Slaughterhouse-Five (Mattatoio n. 5 nella traduzione italiana di Luigi Brioschi).
È un capolavoro di genialità, un romanzo decostruito sull'incredibile figura del protagonista: ex-prigioniero di guerra durante il bombardamento di Dresda, ora è uno stralunato viaggiatore nel tempo (della sua vita) e nello spazio (viene rapito dai Tralfamadoriani che gli insegnano una diversa visione delle cose).
Come sempre, Kurt Vonnegut riesce a divertire anche quando tratta temi devastanti. Più o meno come il suo grottesco alter ego Kilgore Trout, scrittore di fantascienza con una parte nelle vicende narrate.
Giulio Pianese, ovvero Zu



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