Letture e riletture


31.5.16
Lynda Mullaly Hunt, Un pesce sull'albero (traduzione di Sante Bandirali)
Un pesce sull’albero è una bella scoperta. L’agile e divertente romanzo di Lynda Mullaly Hunt, nella traduzione di Sante Bandirali, è un libro destinato ai ragazzi e risulta altrettanto coinvolgente e piacevole anche ai lettori adulti.
È scritto in prima persona dal punto di vista di Ally Nickerson, ragazzina di prima media alle prese con due ostacoli per lei insormontabili: leggere e scrivere. Le parole scritte sono un vero incubo, le lettere si muovono e sfuggono alla sua comprensione. Ogni giorno questa difficoltà le causa non solo problemi scolastici, ma anche disagi nelle relazioni coi coetanei. La brillante protagonista è ovviamente dislessica, ma non lo sa e non ne sono consapevoli neppure gli adulti attorno a lei, a scuola e a casa.
L’arrivo di un nuovo insegnante pone le basi del cambiamento. Si rivolge alla classe con modalità meno scontate e in alcuni casi rivoluzionarie, innesca reazioni e evoluzioni tra gli alunni e poi anche in Ally. Alla crescita personale si accompagna la nascita di rapporti di amicizia, i ragazzini si aiutano a vicenda, scoprono il loro valore intellettivo e umano, fino a confermare la massima di un dislessico illustre, Albert Einstein, che ha ispirato il titolo: Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido.
È interessante scoprire che tutti possiamo trarre giovamento dai metodi alternativi di apprendimento messi in opera per aiutare i dislessici. Facilitano la ricerca di percorsi migliori a memorizzare o a comprendere le connessioni logiche. Per esempio, allorché ci accingiamo a comporre un puzzle da due o tremila pezzi e consideriamo indispensabile l’immagine di riferimento che ci mostra il quadro d’insieme, capiamo per analogia l’utilità di una mappa concettuale sotto forma di raffigurazione grafica come ausilio a chi è predisposto a pensare per immagini (visual thinker).
Per fortuna, oggi è sempre più diffusa la consapevolezza di quanto sia possibile e doveroso affrontare i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) in modo costruttivo. Il vero problema sono le risorse a disposizione degli insegnanti, troppo spesso troppo limitate in termini di tempo e di strumenti.
Nella nota in calce al romanzo il traduttore precisa di avere adottato l’espressione «differenze di apprendimento», vigente nei paesi anglosassoni, in luogo di «disturbo dell’apprendimento», poiché fornisce un quadro troppo medicalizzato della dislessia. Sono d’accordo, e una cosa che cerco di insegnare ai miei piccoli allievi è che tutti quanti devono rendersi capaci di affrontare e superare le fatiche, a prescindere dal modo in cui si arriva al risultato. Alla fine si evita di trincerarsi dietro una certificazione non certo sufficiente a definirli né a farli crescere al meglio delle loro potenzialità.
Giulio Pianese, ovvero Zu (già per N.d.T.)



26.8.14
Iván Repila, Il bambino che rubò il cavallo di Attila (traduzione di Maria Nicola)
Due fratelli intrappolati in un pozzo profondo sette metri. Impianto e incipit richiamano quelli di Agota Kristof nella Trilogia della città di K., le fasi allucinatorie alcune pagine di Bolaño e tuttavia, sebbene siano biglietti da visita più che lusinghieri, la voce di questo giovane autore (classe 1978, con questo breve romanzo è alla sua seconda opera) si staglia con una propria individualità, per temi e trattazione. C'è una densità notevolissima nei brevi capitoli, contrassegnati dai numeri primi (come in Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Haddon), eppure la lettura procede fluida malgrado i turbamenti derivanti dalla situazione, di cui attraverso le parole si percepiscono fortemente e a livello fisico materia e spirito.
Giulio Pianese, ovvero Zu



7.8.14
Julian Barnes, Livelli di vita (traduzione di Susanna Basso)
Sono come due libri in uno. Davvero, e te ne accorgi se prendi una pagina a caso di quelle iniziali e una qualsiasi tra le ultime. Se invece procedi nella lettura secondo l'ordine prestabilito, il passaggio dalle curiosità e dall'altezza alla profondità e all'intimità avviene con una gradualità garbata. Il libro, comunque, ha una sua unità, soprattutto grazie alle allusioni e ai riferimenti incrociati. Così come per un essere umano, lo capisci e apprezzi meglio se ne conosci le fasi precedenti. E in qualche modo, riesce a raccontare l'inspiegabile.
Giulio Pianese, ovvero Zu



16.7.13
Gianni Solla, Il fiuto dello squalo
Lo conobbi come Hotel Messico, Gianni, perché seguivo il suo blog, rilanciandone spesso dei brani su altre pagine web. Una volta gli dissi di smetterla, perché praticamente ogni sua frase meritava la citazione e non volevo monopolizzare Cut'n'Paste con i suoi post.
È una doppia soddisfazione, ora, constatare che anche con un respiro più ampio qual è quello di un romanzo, la sua scrittura ha conservato la stessa forza, la medesima spietatezza, mantenendosi immediata e ficcante mentre le storie raccontate ti spiazzano, ricollocando un poco oltre il prevedibile i limiti dell'umana esperienza, distillando l'essenziale anche tra la spazzatura.
Giulio Pianese, ovvero Zu



22.4.13
Massimo Carlotto, La terra della mia anima
Qui si parla di Beniamino Rossini, anzi: parla Beniamino Rossini (quello vero). Storie di malavita vecchio stampo il cui codice si scontra con le nuove realtà senza scrupoli. Storie di carcere e delle sue ingiustizie. Storie di amori e amicizie, di lealtà e tradimenti. Storie di vita e di morte. Un personaggio vero come persona, una persona avvincente come un personaggio. E sullo sfondo, cronache e squarci di storia, quella che vista da una certa distanza prende la maiuscola.
Giulio Pianese, ovvero Zu



9.12.11
Marcela Serrano, Antigua, vita mia (traduzione di Simona Geroldi)
Dopo averlo letto qualche anno fa appuntai le seguenti note:
Scritto dal punto di vista di due donne, bellissimo.
Illuminanti gli spunti sulle diverse concezioni del tempo.
Apprezzabile la magica multisensorialità.
Alla rilettura, oggi confermo quelle impressioni e aggiungo solo che questo è un libro di nutrimento.
Giulio Pianese, ovvero Zu



12.7.11
Kurt Vonnegut, Cat's Cradle
Tra i particolari curiosi, oltre all'apocalittico "ghiaccio 9", mi piace ricordare il Boku maru, sensuale e clandestino sfregamento delle estremità articolari inferiori, rituale d'una religione proibita inventata di sana pianta (dei piedi) da Bokonon. Il libro peraltro è pervaso da una sacralità umana zeppa e zuppa d'ironia e umorismo amarognolo, fin dall'incipit parodistico.
Giulio Pianese, ovvero Zu



8.1.11
Recensione scritta da Rillo
Mikel Capelli, A passo d'angelo
Una lettura da gustare a tappe o tutta d'un fiato, come il cammino che intraprendi senza sapere se avrà una fine e quale sarà. Un poeta di valore, versi e prose zeppe di neologismi che letti una volta, ti domandi perché non siano stati inventati prima, magari cent'anni fa. E bravo Mikel: fa rotolare l'anima giù da un dirupo, dinoccola il cuore per un sentiero di serenità e fatica.
Rillo



RISORSE
:: Antelitteram
:: Babelteka
:: Biblit
:: BNCF
:: Bookcrossing
:: Classici stranieri
:: De Bibliotheca
:: Google print
:: Il blog del Mestiere di Scrivere
:: il compagno segreto
:: Incipitario
:: Passepartout festival
:: Project Gutenberg
:: RaiLibro
:: Ti presto i miei libri
:: Wuz

:: Bloglines
:: Free deep linking
:: G-Mail
:: globe of blogs

:: aNobii
:: CuT'n'PaStE
:: Lessico da amare
:: Reti relazionali
:: Filter - B.A. 4.0
:: Zu, lessico dislessico
RIFERIMENTI

referer referrer referers referrers http_referer


:: Legàmi (Google) ::
:: Legàmi (Technorati) ::



Ricevi un avviso via e-mail
quando ci sono nuovi interventi in
Letture e riletture

inserisci tuo indirizzo e-mail

:: anteprima ::
grazie a FeedBlitz



TORNA SU

INTRECCI
Biblit ::
BrodoPrimordiale ::
contaminazioni ::
fogliedivite ::
Fragments of wishdom ::
Fuori dal coro ::
granepadane ::
Gruppo di lettura ::
Incipiterazioni ::
La Nonna Volante ::
La stanza di Phoebe ::
liberilibri ::
Libreria Ocurréncia ::
licenziamento del poeta ::
Marsilio black ::
preferireidino ::
Sbloggata ::
Skip intro ::
Taccuino di I.Massardo ::
Tequila ::
Tigro ::
Verba manent ::
vocenarrante ::
Zuccate ::
Zu, letture e riletture ::
Zu-ppa-zu-ppa--ppa ::





This page is powered by Blogger. Isn't yours?